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Malawi

 

Malawi

 Link utili:

Rapporto Congiunto (Zambia, Malawi e Botswana)

Lista Ministeri del Governo Malawiano



PROFILO MALAWI

 
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STRUTTURA ISTITUZIONALE E POPOLAZIONE:

Dati di Base:

  • Nome: Repubblica del Malawi,
  • Forma di Governo: Repubblica presidenziale;
  • Capitale: Lilongwe;
  • Superficie: 118.484 kmq;
  • Popolazione: 16.300.000 abitanti (stima 2012);
  • Aspettativa di vita alla nascita: 52 anni;
  • Tasso di fertilità: 6 figli per donna;
  • Gruppi etnici: Chewa, Nyanja, Tumbuka, Yao, Lomwe, Sena, Tonga, Ngoni, Ngonde, Asiatici, Europei;
  • Religione: Cristiani 82,7%, Musulmani 13%, altro 1,9%, nessuna 2,5% (censimento 2008);
  • Lingue: Chichewa 57,2% (ufficiale), Chinyanja 12,8%, Chiyao 10,1%, Chitumbuka 9,.5%, Chisena 2,7%, Chilomwe 2,4%, Chitonga 1,7%, altri 3,6% (censimento 1998);
  • Tasso di alfabetizzazione: 62,7% (maschi 76,1%; femmine: 49,8% - stime 2003).

Dati politico-istituzionali:

  • Divisione amministrativa: 27 distretti: Balaka, Blantyre, Chikwawa, Chiradzulu, Chitipa, Dedza, Dowa, Karonga, Kasungu, Likoma, Lilongwe, Machinga (Kasupe), Mangochi, Mchinji, Mulanje, Mwanza, Mzimba, Ntcheu, Nkhata Bay, Nkhotakota, Nsanje, Ntchisi, Phalombe, Rumphi, Salima, Thyolo, Zomba;
  • Festa Nazionale: Giorno dell’Indipendenza, 6 luglio (1964);
  • Costituzione: Maggio 1994
  • Organo legislativo: Parlamento bicamerale (Assemblea Nazionale) con 193 seggi. Membri eletti a suffragio universale per 5 anni.
  • Risultati delle ultime elezioni (20 maggio 2014): DPP 36.4%, MCP 27.8%, PP 20.2%, UDF 13.7%. Prossime elezioni: maggio 2019
  • Principali partiti politici: Democratic Progressive Party (DPP), People's Party (PP), Malawi Congress Party (MCP), United Democratic Front (UDF), National Salvation Front (NASAF), Progressive Party Movement (PPM)
  • Organo esecutivo: Capo dello Stato e del Governo: Professor Arthur Peter Mutharika (dal 1 giugno 2014). Il Governo è nominato dal Presidente, che viene eletto ogni 5 anni;



Economia:


Con un reddito pro capite di circa 960 dollari annui e una popolazione di circa 16 milioni di persone, il Malawi si colloca agli ultimi posti nell’Indice dello Sviluppo Umano dell’UNDP. A differenza dei Paesi limitrofi, il Malawi ha un sottosuolo povero di minerali.
I tassi di crescita degli anni 2000 si sono radicalmente ridotti, registrandosi per il 2011 un 5,3 % di crescita con tendenza ad ulteriore ribasso. In calo anche le importazioni (- 7,4%) e le esportazioni (- 2,8%)

Il “Poverty Reduction Strategy Paper” (PRSP) è stato lanciato nel 2002 con l’ambizione di coinvolgere le classi più povere nella partecipazione allo sviluppo economico del Paese. Esso è basato su quattro “cardini” che riassumono le varie attività in un quadro coerente tendente al raggiungimento della riduzione della povertà, riassumibili in: strategie per (1) una rapida e duratura crescita economica e per una trasformazione strutturale a vantaggio delle classi più povere, (2) uno sviluppo (valorizzazione) del capitale umano, (3) un miglioramento della qualità di vita per i più vulnerabili e (4) il raggiungimento del “buon governo”.

Nel documento vengono inoltre identificate ed affrontate le tematiche relative alla diffusione dell’HIV/AIDS, della disparità di condizione tra uomini e donne, dell’ambiente ed infine dello sviluppo scientifico e tecnologico. Le prime due assumono una grande rilevanza rispetto al problema della povertà se si pensa che il Malawi ha uno dei più alti indici di infezione di HIV al mondo, che il tasso di infezione tra le donne che fanno uso di cliniche mediche in età di gestazione raggiunge il 25% nei centri urbani e che la prevalenza dell’AIDS è concentrata nella fascia di età tra i 15 e i 24 anni, con la maggior incidenza tra la popolazione femminile.


Cooperazione allo sviluppo:
 

In Malawi il MAE ha finanziato i seguenti progetti di cooperazione:


  • Programma integrato di Sana Maternità e di promozione della salute riproduttiva, che mira a rafforzare la rete sanitaria a tutela della salute materno/infantile e riproduttiva della Regione Centrale del Malawi (concluso nel 2011).
  • Durante il 2010, CESTAS ha predisposto una serie di nuovi corsi formativi da inserire all’interno dei Curriculum infermieristico-ostetrico-medico per rispondere alle esigenze del nuovo reparto materno-infantile aperto al Bwaila nell’Ottobre del 2009.
  • Sviluppo delle imprenditorialità e delle opportunità formative e informative per la popolazione marginale, con particolare attenzione per le donne- Lilongwe, Malawi, per ridurre la povertà e migliorare la condizione femminile a Lilongwe, sviluppando l’imprenditorialità, attraverso attività formative ed informative rivolte alla popolazione marginale ed in particolare alle donne (concluso nel 2011).
  • Chipalamba Toto!” Coalizione delle Ong contro la desertificazione nella regione Sud del Malawi, che si propone di combattere il fenomeno della desertificazione nella zona Sud del Malawi, in cinque aree del distretto di Blantyre. In molte aree del paese il Ministero dell’Agricoltura ha stimato una perdita di suolo che oscilla dalle 50 alle 100 tonnellate/ettaro per anno.
  • Chifundo- Prevenzione della trasmissione dell’HIV e assistenza a domicilio dei malati di AIDS nei distretti di Balaka, Machinga e Mangochi, realizzato in cooperazione con la Diocesi di Mangochi ed il Ministero della Sanità del Malawi, si propone di sensibilizzare la popolazione di 32 comunità rurali sulla prevenzione e sulla gestione dell’HIV/AIDS.
  • Prevenzione e cura nella trasmissione materno infantile dell’HIV in Africa Australe (Mozambico, Malawi, Tanzania). Potenziamento e ampliamento dell’attività nei centri di salute, che si inserisce nel programma DREAM (Drug Resource Enhancement Against AIDS and Malnutrition), ha una durata di tre anni ed è stato avviato nel marzo del 2007.

E’ da ultimo necessario ricordare che l’Italia ha lanciato anche in Malawi nel 2011 la campagna di vaccinazione antipneumococcica nel quadro dell’iniziativa AMC (Advance Market Committment) cui il nostro Paese ha contribuito per 635 milioni di dollari su base mondiale.


Cooperazione economica: 

Il bilancio del Malawi dipende per circa il 35 % dai donatori internazionali.
I tassi di crescita degli anni 2000 si sono ridotti, registrandosi per il 2011 un 5,3 % di crescita con tendenza ad ulteriore ribasso. In calo anche le importazioni (- 7,4%) e le esportazioni (- 2,8%).
L’Unione Europea e’ il maggior partner commerciale del Malawi per le esportazioni, ed il secondo piu’ grande per le importazioni. Il peso del Paese nel commercio della UE e’ comunque di appena lo 0,01% del totale.

Le esportazioni del Malawi verso la UE consistono principalmente di tabacco (77%), zucchero (14%) e te’ (5%). Il Malawi importa prodotti chimici (28%) e macchinari (21%). Tale modello di scambi e’ in linea con quello abituale tra UE e Paesi ACP.
I maggiori importatori dal Malawi sono la Germania (36% del totale UE), i Paesi Bassi, (13,5%) e il Regno Unito (10,6%). I maggiori esportatori sono Regno Unito (19,8%), Germania (18,9%) e Francia (12,2).

Le principali voci delle esportazioni italiane verso il paese sono rappresentate da prodotti chimici e dell’industria della carta, mentre le principali importazioni riguardano prodotti agricoli.
Un segnale positivo e’ rappresentato dalla recente ratifica (febbraio 2012), da parte del Malawi della Convenzione bilaterale per la Protezione e la Promozione degli Investimenti.L’Accordo bilaterale per la Promozione e Protezione degli Investimenti, firmato nell’agosto del 2003 e ratificato dal Malawi nel febbraio 2012, rappresenta uno strumento utile ad istituire un clima favorevole per una crescita della presenza imprenditoriale italiana nel Paese. Turismo e agricoltura sono i due settori che hanno maggiori possibilità di investimenti italiani. Il settore turistico ha considerevoli margini di crescita. La presenza turistica italiana in Malawi può essere incentivata facendo leva, oltre che sulle bellezze naturali dei diversi parchi, anche su quegli elementi che lo diversificano rispetto ai Paesi confinanti e segnatamente su di una maggiore ricchezza del patrimonio storico e culturale.
Anche il settore agricolo potrebbe giovarsi dalla presenza di imprese italiane produttrici di impianti di irrigazione, in considerazione della necessità che il Paese presenta di diversificare maggiormente le colture e di ovviare al carattere stagionale delle medesime. Degna di interesse appare l’opportunità di investimenti di imprese che possano operare nel campo della trasformazione dei prodotti agricoli, in particolare del tabacco.


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